Qr Code: il codice che cambia il modo di comunicare

Posted on luglio 27, 2010

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Si chiama “Qr code” ed è l’erede intelligente del codice a barre. Una rivoluzione che da questa settimana sbarca sulle pagine di Panorama e che sta contagiando tutto il mondo. Da Tokyo a New York passando per Londra, Parigi e Barcellona i codici Qr sono sui manifesti pubblicitari, etichette di abbigliamento e prodotti alimentari, inserzioni, biglietti da visita, magliette, tatuaggi e persino sulle tombe.

Il Qr è una sorta di trait d’union tra il mondo cartaceo e quello multimediale di internet. Una porta d’accesso a contenuti aggiuntivi che per la loro natura digitale non troverebbero spazio sulla carta e che invece arrivano, via web, direttamente sullo schermo del telefonino.

Se lo si inquadra con l’obiettivo del cellulare il codice Qr, che è l’abbreviazione inglese di «quick response» (risposta rapida), prende vita e racconta tutto di sé.

In Giappone, patria della corporation Denso-Wave che lo ha inventato, il codice Qr è approdato praticamente ovunque. Se ne vedono gigantesche riproduzioni sulle facciate dei grattacieli, ma compaiono (miniaturizzati) sui prodotti al supermercato e al posto della foto sulle lapidi al cimitero. Se si compra un cheeseburger al McDonald’s di Tokyo, sulla carta che lo avvolge si può inquadrare il codice Qr che svela quante sono le calorie e quali gli ingredienti del panino che si sta per addentare.

A Londra i grandi magazzini Harrods ne hanno affisso uno di 3 metri sulla facciata. All’ombra del Big Ben si trovano sulle pubblicità in metropolitana, ma anche sui muri di Camden Town e Soho dove vengono affissi volantini che riportano codici Qr con le indicazioni per feste underground. Chi li inquadra e li decodifica col cellulare legge il messaggio. Tutti gli altri non capiscono nulla.

Già perché il codice Qr può contenere fino a 4.296 caratteri di testo. Non sempre conduce, quindi, a un video o a una pagina web. Come nel caso del volantino: sul display del cellulare compaiono, infatti, solo una serie di informazioni testuali. Per questo molte aziende come l’americana Google hanno cominciato a stamparlo sui biglietti da visita dei dipendenti. Basta un clic con il telefonino per memorizzare tutte le informazioni nella rubrica del cellulare e anche in quella del computer. Dove questo codice è già diventato di uso comune, come in Svezia e Danimarca, lo si trova in vetrina accanto ai prezzi. Un clic e tutto quello che interessa su un possibile regalo di Natale viene risucchiato nella memoria del telefonino. Pronto per essere confrontato con i dati di un prodotto analogo di un’altra marca e di un altro negozio.
Per capire come quella del Qr sia molto di più di una semplice trovata per tecnofanatici basta digitare su Google le parole «Qr Code». Il motore di ricerca trova quasi 9 milioni di siti che trattano il Qr.

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