SARA’ ESTATE

Posted on settembre 4, 2008

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Dedicato a Jean Seberg
di Elisa Alessandro
Regia Francesca De Sapio
con Elisa Alessandro
disegno luci Luca Barbati
Costumi Carmen Sanchez
Video Andrea Camuffo
aiuto regia Marco Calvani

Attrice simbolo della Nouvelle Vague, musa di Jean-Luc Godard, di Otto Preminger, di Claude Chabrol, protagonista di ben trentotto film tra il 1957 e il 1979: tutto questo era Jean Seberg, ovvero la Patricia di “Fino all’ultimo respiro” e la Cécile di “Bonjour tristesse”, una diva dimenticata che rivive ora nella pièce “Sarà estate”.
Scritto e interpretato da Elisa Alessandro con la regia di Francesca De Sapio, prodotto da Mixò in collaborazione con Duse Studio International e con il Patrocinio del Comune di Roma, lo spettacolo, che prende in prestito il titolo dalla poesia di Emily Dickinson tanto amata dalla Seberg, ripercorre la vita pubblica e privata di una delle figure più emblematiche degli anni Sessanta attraverso i suoi film e il suo grande impegno civile, restituendo l’affresco di un’epoca profondamente agitata dalle lotte per i diritti e una lucida riflessione su dove siamo oggi, sulle mancanze e le contraddizioni di un mondo che sfugge e sovrasta, di una società che innalza e distrugge.
Nata negli Stati Uniti nel 1938, Jean Seberg cominciò infatti a recitare mentre in America incalzava il maccartismo e l’ondata di razzismo nei confronti dei “negri”, linciati, accoltellati e picchiati a morte. Mossa da una sensibilità fuori dal comune, nel culmine delle contestazioni per la difesa dei diritti civili si schierò dalla parte delle Black Panthers, lo storico movimento rivoluzionario afroamericano, nel quale militarono anche Malcom X e Martin Luther King, che lottava contro tutte le forti discriminazioni su base razziale. Il grande sostegno che l’attrice diede alla causa le costò continue persecuzioni da parte dell’FBI, che represse con la violenza il movimento e a lei impedì di continuare a lavorare. Cominciò così la parabola discendente di Jean Seberg, sola nonostante i quattro matrimoni, tormentata dalla perdita del figlio appena nato, rovinata dall’alcool e dalla droga, fino alla morte per overdose di barbiturici nel 1979 a Parigi.
“Sarà estate” mette a nudo la verità di questa donna che fu icona di un’epoca per i suoi ideali politici e la sua bellezza anticonvenzionale, con quei capelli cortissimi e la figura esile, mettendone in luce i successi e le fragilità: un’occasione per rendere omaggio ad una diva ingiustamente dimenticata ma anche, come afferma l’autrice, per fermarsi a riflettere sul mestiere dell’attore e su quanto la vita reale porti consapevolmente o inconsapevolmente a recitare tanti ruoli.

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