BTO – Buy Tourism Online

13 11 2009

ENJOY BTO – Buy Tourism Online , Firenze  16 -17 novembre 2009

BTO – Buy Tourism Online un evento unico in Italia dove tutti i temi ruotano intorno al TURISMO 2.0, ovvero quel fenomeno che sta radicalmente modificando le dinamiche d’incontro tra domanda e offerta dell’intera filiera turistico ricettiva.

Per chi come me non potrà parteciparvi ecco il link per la diretta tv:

WEB_TV





FlitterIN

11 11 2009

FlitterIN = Facebook + Twitter + LinkedIn

Flitterin





Rai ma dove sei???

4 11 2009

Democrazia dal vivo. O, come hanno fatto quelli di Bbc, Democracy Live. L’emittente inglese ha infatti creato un sito web che permette a tutti di assistere alla politica istituzionale del Paese. Vedere la homepage è come essere seduti in una cabina di regia: 8 monitor puntati sulla Camera dei Comuni, la Camera dei Lord, l’Assemblea gallese e quella dell’Irlanda del Nord, il Parlamento scozzese, eventuali commissioni, e il Parlamento europeo. Insomma, tutte le istituzioni che interessano ai britannici.

Quella della Bbc è sicuramente una convinta ridefinizione dell’idea di servizio pubblico ai tempi di Internet; tra l’altro Democracy Live è ricco di informazioni utili per capire i meccanismi e il funzionamento della politica inglese, e comprende pure un dizionario di «politichese». Notevole anche la sezione Historic Moments, che raccoglie i video storici più significativi del dibattito parlamentare: in primo piano spicca l’appassionante discorso di dimissioni tenuto nel 2003 da Robin Cook, l’allora leader dei Comuni (ministro per i Rapporti col Parlamento) in seguito alla decisione di entrare in guerra in Iraq.

Fonte: Corriere.it





IAB FORUM Milano 2009

4 11 2009

IAB Forum 2009 Milano

Inizia oggi martedì 3 novembre per concludersi domani 4.

L’appuntamento è alla Fiera Milano City e si cercherà di capire a che livello è arrivata l’evoluzione e la penetrazione in Italia dei media digitali interattivi. Internet sta diventando finalmente un valido strumento di business anche da noi?

Esperti del settore, CEO e personaggi illustri si susseguiranno parlando e incontrando giornalisti, blogger e i vari responsabili dell’advertising italiano. Ci sarà anche il guru del marketing, filosofo e scrittore David Weinberger, ecco tutto il programma completo della manifestazione. Lo stato di salute del web e dell’advertising online è in via di guarigione, i ricavi saranno minori dell’incredibile +20% del 2008, come svelano i dati AdEx, nei paesi più evoluti, mentre rimarranno sopra il 10% in quelli di seconda fascia.

Il traino lo farà il settore del “search“, quello ossia delle parole chiave e simili, che garantisce risultati apprezzati anche sul breve peridodo. La stima nel 2009 è di un +8% con un totale del 46% del gettito totale destinato alla spesa pubblicitaria destinato proprio in questa direzione. Il “display” rimarrà invariato, mentre caleranno gli annunci, i”classified” del 4.7%.

Fonte: Il Sole24Ore





Se i mercati sono conversazioni, è ora di prendere la parola

30 10 2009

Flavia Rubino fondatrice di The Talking Village scrive:

“…è online da pochi giorni. Si tratta per ora di un blog, con l’ambizione di diventare presto un social network di consumatori e aziende per progetti di ascolto, conversazione, co-innovazione, e in cui gli stessi utenti potranno diventare project manager.
Un’ipotesi ancora lontana? Una case history troppo fantasiosa come questa? http://www.thetalkingvillage.it/notizia/l-innovazione–open-source-.asp speriamo di no.  Visitateci, iscrivetevi per partecipare ai futuri progetti, e soprattutto lasciateci tanti commenti. “

Una case history tutta da “conversare”;)





Uno… due…tre…FESTIVAL!

25 10 2009

“Il futuro appartiene a coloro che credono alla bellezza dei propri sogni.”

Eleanor Roosevelt    Festival Scienza Genova

Genova , 23 ottobre _ 1 novembre 2009

Il futuro è la ragion d’essere della ricerca – scientifica, artistica, letteraria – è il luogo immaginario da conquistare con fantasia e applicazione, rigore e immaginazione, calcolo e previsione. La scienza, infatti, ci insegna che il limite del possibile può essere responsabilmente spostato sempre più in là: lo dimostra il fatto che applicazioni che spesso hanno avuto, nel passato, il sapore di un futuro irraggiungibile, sono poi divenute realtà quotidiana. Per parlare ed esplorare il concetto di futuro, il Festival della Scienza ha organizzato il programma secondo cinque percorsi: il futuro della tecnologia, alle prese con le grandi potenzialità della comunicazione; il futuro della vita, sospeso fra naturale e artificiale; il futuro dell’universo, aperto verso esplorazioni sempre più impegnative; il futuro della natura, che deve affrontare la sfida della sostenibilità; il futuro delle idee, quello da cui dipende l’idea di pianeta che consegneremo alle generazioni future.





Sidewiki

2 10 2009

sidewiki

Questa riflessione nasce dalla lettura di un titolo: “Con Google Sidewiki tutto il Web diventa discutibile”.

Ogni singola pagina, ogni singolo articolo, al di là di quella che può essere la volontà dell’autore o dell’editore.
Tutto avrà un risvolto ulteriore, risvolto che Google si incarica di ospitare, coccolare e distribuire.

Il titolo però ha anche un fondamentale senso lato. Perchè se tutto si può discutere, allora tutto diviene effettivamente discutibile. Tutto si fa relativo. Tutto si fa più “liquido”, tutto perde forza e consistenza.

Sidewiki introduce un lato B di ogni singola pagina del Web. Toglie il potere completamente dalle mani di chi partorisce un contenuto, consegnandolo completamente nelle mani di chi ne fa uso. Ogni pagina verrà letta nella consapevolezza del fatto che esiste comunque anche una versione differente di tutto: ogni verità ha un suo contrario, nella dissoluzione più totale di quel che, almeno a livello di illusione, poteva essere considerato “assoluto”.

Sidewiki aumenta di una marcia il relativismo della Rete e sposta ulteriormente gli equilibri di forza tra chi scrive e chi legge. Anzi, tra chi scrive e chi scrive.

Update
L’impossibilità di commentare gli interventi altrui (li si possono solo votare) non permette dialoghi veri e propri su Sidewiki. Ciò lo trasforma in una sorta di libro delle presenze, più che un contenitore di interazioni. Un catalizzatore di feedback, più che un accelerante alla discussione. Sotto questa luce il servizio diventa forse meno utile, ma anche meno “pericoloso”.





Muse – The Resistance

19 09 2009

Uprising: first single from Muse’s fifth studio album The Resistance.





Noi, i ragazzi di Teheran

13 08 2009

8873167_2241da4c94_bVanno in piazza rischiando la vita. Ma la sera si divertono ascoltando Michael Jackson e Madonna. Bevono grappa, fanno l’amore e implorano: ‘Non lasciateci soli’. Viaggio nella rivolta giovanile

Il volto della rivolta di Teheran potrebbe essere quello di Leili, 27 anni: sottile e con gli occhi profondi di Audrey Hepburn. Leili porta jeans stretti sotto lo spolverino di cotone, ha un trucco leggero e un velo bianco appena appoggiato sul capo. È una dei leader riconosciuti della protesta. Come ogni settimana scende lungo Valiasr Street, verso l’università, per la quotidiana manifestazione non autorizzata dove il rituale si ripete: lei e i suoi amici a urlare slogan e a mostrare con le dita la ‘V’ di ‘vittoria’; le famigerate milizie Basiji ad attaccarli, picchiarli, bastonarli a sangue, arrestarli. In qualche caso, purtroppo, farli sparire. Per sempre. A poco meno di due mesi dal voto del 12 giugno la guida suprema della rivoluzione iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, ha confermato la rielezione a presidente di Mahmoud Ahmadinejad. Ma l’opposizione, stretta attorno al candidato Mir Hossein Moussavi, non si arrende. Continua a denunciare brogli. Bolla come ‘farsa’ il processo appena cominciato contro un centinaio di politici, intellettuali, gente comune che ha avuto la sola colpa di scendere in piazza e protestare. Leili crede ancora, come migliaia di altri giovani, di poter cambiare le cose. Anche se il regime ha mostrato la sua faccia più truce. Ci crede perché vuole sperare di avere un futuro, in un Paese che è diventato l’emblema dell’oscurantismo. E che, se può usare il manganello e le pistole, sta rivelando di non avere strumenti davanti a un’ondata di dissenso nuova, tecnologica, fantasiosa. Ci vuole infatti fantasia per salire sui tetti, quando la notte si fa buia, e trasformare l’invocazione del muezzin, “Allah-u-Akbar” (Dio è grande), in un urlo di resistenza. A gridarla sono giovani ventenni che in moschea non ci sono mai andati. Dai tetti vicini altri cori di risposta, ed altri ancora, ovunque come un’eco infinita nel buio della metropoli.

I ragazzi di Teheran hanno una ritualità rodata in otto settimane di lotta. La mattina Leili, come gli altri, controlla su Facebook chi non ha ancora aggiornato il profilo. Farlo è un modo per dire “tutto ok, sto bene”. Se qualcuno non risponde, scatta l’allarme. Si teme il peggio. Come con Mohammad. Mohammad Kamrani, aveva 18 anni. E quando non ha risposto, nemmeno al telefono, gli amici hanno fatto indagini. Era stato arrestato e portato nella prigione di Evin. Dopo una settimana ne hanno restituito il cadavere.

Leili lavora all’università dove tiene un corso di comunicazione, ha studiato in Italia e cita Pirandello e Calvino con grande pertinenza. “Alle precedenti elezioni eravamo delusi per le mancate riforme di Khatami e per protesta non eravamo andati a votare. Ahmadinejad è semplicemente il risultato del nostro errore. Abbiamo creato lo spazio per questa anacronistica dittatura”. E ora bisogna cercare di abbatterla. Con il quotidiano lavoro della militanza. Sul pc carica i video girati con il telefonino che faranno il giro del mondo. “Quello che sta succedendo è davvero interessante”, spiega, “perché la repressione del potere è quella classica, ma il mondo è cambiato, Internet ha reso tutto questo obsoleto e loro non possono farci niente; ci provano, ma non ce la fanno a controllarci tutti. Siamo il Paese più giovane del mondo, 45 milioni di giovani su 65 milioni di abitanti”.

La notte, al riparo di mura amiche, il contrasto tra i divieti imposti dalla teocrazia islamica e la libertà di costumi, diventa ancora più evidente. Come a casa di Fariba, dove la musica di Michael Jackson si sente già dal giardino. Dentro, le ragazze non hanno più veli addosso, ma sfoggiano minigonne e scollature vertiginose. Mansoor non toglie gli occhi di dosso da Noushin, una splendida 25enne, viso da modella e capelli finalmente sciolti sulle spalle. Lui ha 30 anni, vive a New York ed è considerato un formidabile ‘ingegnere’ di connessioni neuronali. “Noi che viviamo all’estero spesso ci vergogniamo di dire che siamo iraniani. Alcuni mentono, altri dicono che sono ‘persiani’. Oggi, finalmente, siamo orgogliosi di dire da dove veniamo”. Nel frattempo dal pop si è passati all’elettronica: corpi, movimento, sudore e luci basse. Sul tavolo si svuotano bottiglie di vodka Absolut, mentre girano spinelli fatti con il fumo del vicino Afghanistan. Qui e in mille altre case si scarica la tensione, si allontana la rabbia, la paura, il dolore, tutto. Finisce l’aragh, la grappa iraniana presente ovunque, ma che, nel Paese degli ayatollah, non si compra certo al supermercato. “Gli armeni, sono loro che la fanno, da sempre. Mio nonno ha 70 anni e non ha mai passato un solo giorno senza berla”.

Di notte la vita è questa. Ma di giorno, come si fa a trovare un po’ di tranquillità con un regime che non ti toglie mai gli occhi di dosso? Per capirlo Afsaneh propone “una visita al parco Jamshidiyeh”. Nel fitto dedalo di sentierini coperti da alberi e cespugli giovani coppie si appartano, camminano tenendosi per mano, si baciano. Sempre con i sensi all’erta però, pronti a ricomporsi nel timore che arrivi la polizia religiosa, con addosso una paura che sfiora la paranoia. “Anche svariati mesi dopo aver vissuto all’estero”, racconta Afsaneh, “non te la togli di dosso. Io ho trascorso un anno in Francia e se avevo una lattina di birra in mano, quando vedevo un poliziotto pensavo a dove nasconderla”.

Ma adesso, ogni giorno che passa, la paura fa meno paura. Si aspetta un segnale per andare ancora tutti dietro a Leili che cammina con la testa alta e ha gli occhi alla Audrey Hepburn. E Leili promette: “Andremo avanti fino alla fine. Vogliamo tornare a vivere nel mondo reale, non solo sulla Rete. Lo meritiamo. Aspettateci, se potete. Stiamo arrivando”.

(fonte: L’Espresso Emilio Casalini )





Nice to “BIT” you (Milano 2009)

7 03 2009

Intervista ad Erika Cereda, direttore geerale INTHEWORLD.TRAVEL: web 2.0 ha allargato gli orizzonti ed ha dato nuove opportunità al mondo del turismo.

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